Ad Acquedolci tutto è pronto per una nuova edizione di Street art. Ad aprire l’evento organizzato dalla Pro Loco acquedolcese, una serata intensa che ha regalato emozioni decisamente lontane dall’ordinario. Nel cuore della pineta comunale, tra musica e danza, il pubblico è stato accompagnato dentro un viaggio fatto di identità e trasformazione.
A rompere il giaccio è stato Sebastiano Lo Casto, ballerino e coreografo che gli studi hanno portato lontano dalla sua terra, ma che dalla Sicilia non sembra essersi mai davvero allontanato. È tornato sul palco con quella forza che appartiene a chi parte, cresce, cambia, ma continua a portare dentro di sé le proprie radici.
In ogni passo c’è la Sicilia. In ogni movimento, il legame con la propria terra.
Con lui, Maria Giulia Ruggeri e Aurora Cavallaro, in una performance costruita attorno a un concetto tanto semplice quanto potente che regala il nome allo spettacolo: la metamorfosi.
Un corpo nudo, inizialmente neutro, diventa il punto di partenza di una trasformazione. Nulla è definitivo, nulla resta uguale. Il corpo cambia, si trasforma, accoglie nuovi significati. Proprio come una crisalide che, lentamente, rompe il proprio involucro per diventare farfalla.È una danza che parla del cambiamento, ma anche della possibilità di accoglierlo. In chiusura di performance, però, Sebastiano decide di ricoprirsi di argilla fino a sentire la pelle tirare, diventando così statua.
Apparentemente immobile, quasi prigioniero della propria materia.
Eppure, anche dietro la staticità, si nasconde una storia. Una trasformazione che non si vede, ma che esiste e continua a vivere dentro ciò che sembra fermo.Anche ciò che sembra oggetto può custodire un’anima.
E, quando la danza lascia lentamente la scena, arrivano i The Pipes.
La loro musica, libera e imprevedibile, nasce ancora una volta dall’improvvisazione. Nessuna esecuzione è davvero uguale alla precedente: ogni nota nasce nell’istante e si lascia attraversare dall’atmosfera del luogo.
Così, la pineta si riempie di melodie in una notte in cui Acquedolci è diventata arte.












