Inaugurata giorno 23 luglio, la mostra d’arte “Universo Blu” dell’artista Giuseppe Modica, principale esponente della Nuova Metafisica del secondo Novecento italiano, alla presenza di collezionisti d’arte, armatori, imprenditori, autorità, e ospiti internazionali. Il tema della serata di cui si è trattato, ha voluto sottolineare l’importanza del lifestyle e dei valori dell’arte in dialogo con il territorio marino e dalla colorazione blu. Nella cornice della Location degli eventi del Marina era presente all’evento l’assessore alla cultura Giacomo Miracola, che ha evidenziato come le opere abbiano un linguaggio universale per trasferire attenzione e consapevolezza tra cultura e conoscenza del luogo.
Il Porto Marina di Capo d’Orlando, progettato e realizzato dall’architetto Giuseppe Mangano, con oltre 600 posti barca, albergo, bistrot, e produzioni dedicate a uno shopping esclusivo dell’artigianato locale, è diventato un hub internazionale in relazione all’attenzione che si vuole dare al mare e all’ambiente come spunto di sensibilizzazione in difesa della natura che ci circonda.

La mostra è organizzata dal Circle Dynamic Luxury Magazine, come progetto di idea di arte urbana, ovvero delle esposizioni in luoghi non convenzionali alla scoperta ed alla divulgazione del territorio. Un ringraziamento particolare ad Assomarinas che ha patrocinato l’evento culturale insieme al Comune orlandino, oltre ai partner e agli sponsor. La mostra è gratuita e sarà visibile fino a tutta la domenica del 26 luglio dalle ore 10:00 alle ore 20:00.
L’artista Giuseppe Modica
Nato il 16 novembre 1953, Giuseppe Modica per poter diventare un pittore di fama, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Firenze, studi che completò nel 1978. Una sua prima esposizione ha catturato gli interessi di molti studiosi a Roma nel 1985, una mostra presentata dall’artista palermitano Bruno Caruso, deceduto nel 2018 all’età di 91 anni. Modica ha catturato l’interesse del famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi, dove scrisse un saggio su di lui dal titolo “L’ammodicazione del sogno”, il quale mette in evidenza la qualità concettuale e l’essenzialità geometrica del linguaggio di Modica, definito «il più astratto dei pittori figurativi». Nel 1989 ottiene la Cattedra di Pittura nelle Accademia di Belle Arti e diventa docente a Roma. Sullo stesso invito di Sgarbi, Giuseppe Modica venne invitato alla 54ª Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea (2011) a Venezia, su segnalazione del critico letterario Massimo Onofri, per il Padiglione Italia alle Corderie dell’Arsenale.

















