Il cielo ha mantenuto le promesse e milioni di persone hanno seguito uno degli spettacoli astronomici più attesi: la prima eclissi totale di Sole visibile dall’Europa dopo 27 anni.
La Luna ha oscurato completamente il disco solare lungo la cosiddetta fascia della totalità, attraversando Groenlandia, Islanda, Spagna e una parte della Russia vicina all’Artico. Qui è stato possibile assistere al fenomeno del “Sole nero”, con la sola corona solare visibile attorno al disco oscurato.
La totalità è durata in media meno di due minuti, raggiungendo il suo massimo in Islanda, con 2 minuti e 10 secondi. Il massimo della totalità è stato raggiunto alle 19.48 italiane e alle 20.33 a Valencia.
In Italia, invece, l’eclissi è stata soltanto parziale e ha coinciso con il tramonto. Il massimo oscuramento è stato registrato in Liguria, dove la Luna ha coperto il 94,8% del disco solare. Al Sud il fenomeno è risultato molto meno evidente: a Palermo la copertura è stata del 40,4%.
L’evento ha richiamato appassionati, curiosi e ricercatori da tutto il mondo. Numerosi gruppi scientifici hanno raggiunto la fascia della totalità per studiare la corona solare e le interazioni tra il Sole e la Terra. Anche diversi ricercatori italiani hanno partecipato alle spedizioni.
Dove le condizioni meteorologiche non hanno permesso di osservare direttamente il fenomeno, lo spettacolo è stato seguito attraverso le numerose dirette online organizzate da enti e osservatori astronomici internazionali.
Il prossimo grande appuntamento nel 2027
L’attenzione degli appassionati è già rivolta al prossimo appuntamento. Il 2 agosto 2027 è prevista un’altra eclissi totale di Sole, già ribattezzata “eclissi del secolo” per la sua durata eccezionale, che arriverà fino a 8 minuti. Anche in quell’occasione, però, dall’Italia sarà possibile osservarla soltanto parzialmente.
Nel frattempo, gli occhi possono continuare a essere rivolti verso il cielo per le Perseidi, lo sciame meteorico più famoso dell’estate. La Luna nuova garantirà condizioni particolarmente favorevoli all’osservazione: nuvole permettendo, il cielo notturno sarà sufficientemente buio per ammirare anche le scie delle meteore più deboli.










