A Messina Ferragosto ha un significato che va ben oltre una semplice ricorrenza. Il 15 agosto è il giorno della Vara, una tradizione profondamente legata alla storia e all’identità della città dello Stretto.
Il 15 agosto 2026 sarà un appuntamento ancora più significativo: si celebra infatti il Centenario della Rinascita della Vara, 1926-2026, dopo il devastante terremoto che colpì Messina nel 1908.
Prima del terremoto, la Vara partiva da Corso Cavour e arrivava davanti al portone principale del Duomo. Dopo il sisma, con il cambiamento del percorso stradale, fu necessario modificare anche il tragitto della Vara. È così che è entrata nella tradizione quella che oggi tutti conoscono come la “girata”: una rotazione di novanta gradi fra via Garibaldi e via Primo Settembre.
Un momento che rappresenta uno dei passaggi più attesi e carichi di emozione della processione.
Il 15 agosto e l’Assunzione di Maria
Il 15 agosto, per la religione cattolica, è il giorno dell’Assunzione di Maria in cielo.
È proprio attorno a questo significato religioso che si sviluppa la tradizione della Vara, una grande macchina che racconta simbolicamente l’ascesa dell’Anima della Madonna verso il Paradiso.
La storia della Vara
La storia della Vara affonda le sue radici nel 1535, in occasione della visita a Messina dell’allora imperatore d’Austria Carlo V, dopo la conquista di Tunisi e La Goletta contro il re di Algeri, Barbarossa.
In quella circostanza, il grande carro trionfale subì una modifica: il Cristo e l’Anima della Vergine furono trasformati in Carlo V e la sua vittoria, raffigurata attraverso un ramo d’alloro.
La Vara rappresenta i Sette Cieli, simbolo del Paradiso che l’Anima della Madonna attraversa durante la sua ascensione. Al di sopra si trova Gesù Cristo, che dona l’Anima di Maria all’Empireo.
Un’immagine che, secolo dopo secolo, continua a raccontare la fede e la devozione attraverso una macchina imponente e ricca di simboli.
Una tradizione ammirata nei secoli
Già alla fine del Cinquecento la Vara era diventata famosa e, nel corso dei secoli, è stata ammirata da diversi visitatori illustri, tra cui Johann Heinrich Bartels, W. H. Smyth e Jean Laurent Houël, oltre a molti altri.
La sua storia non è però fatta soltanto di grandi personaggi e avvenimenti. È anche una storia fatta di gesti, regole, dettagli e conoscenze tramandate nel corso tempo.
Le corde e il legame con il mare
Tra le tante curiosità legate alla Vara ci sono le corde, che devono essere legate secondo precise modalità.
Il gruppo degli Ormeggiatori di Messina utilizza corde lunghe circa 110 metri, sia per il lato del mare sia per quello dei monti.
Anche questo elemento richiama fortemente la tradizione marinara della città: timonieri, capi corda, nodi marinari, legature, timone e ceppo sono tutte denominazioni che fanno parte di un simbolismo profondamente legato al rapporto di Messina con il mare.
La Vara, con il suo peso di circa otto tonnellate, è una presenza imponente. Ma quando arriva il 15 agosto, quella grande struttura diventa qualcosa di più: espressione di un forte legame devozionale con il popolo di Messina.
Una processione molto sentita
La Vara è una processione profondamente sentita dai messinesi.
È storia, fede, memoria e tradizione. Il 15 agosto 2026, nel Centenario della Rinascita, la Vara tornerà a percorrere le strade di Messina.
E ancora una volta, a Ferragosto, Messina si ritroverà intorno alla sua Vara per una tradizione che continua a rinnovarsi ogni anno.
Fonti: Città Metropolitana di Messina, VisitME, Comune di Messina.










