Con un Ordinanza emessa l’8 agosto 2026 dal primo cittadino Franco Ingrillì, il comune di Capo d’Orlando deve fronteggiare un’emergenza idrica durante il periodo estivo di maggior affluenza turistica. “Preso atto della sopravvenuta crisi idrica sull’intero territorio comunale – così recita l’ordinanza n°57 – conseguente al malfunzionamento dell’approvvigionamento idrico dalla sorgente di Favara nel Comune di Torrenova, il quale alimenta l’intera rete comunale orlandina, aggravata dalla sua ridotta portata di acqua e dalla vetustà delle condotte comunali che alimentano i serbatoi di rilancio dell’intera rete idrica locale.”
“Si accerta che è necessario l’intervento urgente di azione alimentare con l’intervento di autobotti messi a disposizione da parte di altri Enti locali e da ditte private che operano sul territorio. Tutto questo – continua l’ordinanza – per sopperire all’emergenza in corso, il supporto di autobotti è utile a limitare ed a scongiurare danni patrimoniali, economici e l’insorgenza di problemi igienico-sanitari in questo particolare momento clou della stagione estiva 2026, la quale registra la presenza di decine di migliaia di turisti che si riversano sulle spiagge di Capo d’Orlando, alloggiando in strutture ricettive (Hotel, Case vacanze, B&B etc.) al punto da quadruplicare la popolazione residente, fino a registrare una presenza di oltre 50.000 unità.
Per garantire il normale servizio di approvvigionamento idrico nelle abitazioni e nelle strutture ricettive e commerciali, si rende oltremodo necessario: garantire il coordinamento delle attività volte a fronteggiare l’emergenza idrica in atto e adottare adeguate misure preventive e di pronto intervento per scongiurare il blackout idrico, garantendo così il necessario ed indispensabile servizio idrico comunale in favore dell’intera popolazione presente sul territorio. Si attiva così il Centro Operativo Comunale al fine si assicurare una pronta risposta del sistema locale di Protezione Civile per assolvere alle suddette necessità.”
Intervento di Legambiente Nebrodi
Attraverso un post social, Legambiente Nebrodi evidenzia: “come la stessa ordinanza, sottolinea le criticità di un territorio che per anni si è fatto finta che il cambiamento climatico fosse un problema lontano, e si è continuato a permettere ciò che oggi rende un comune incapace di reggerne l’urto. Secondo la ricostruzione da parte dell’associazione ambientalista, oltre a diramare i sintomi dell’emergenza idrica, manca quello che rischia di diventare la nuova normalità: un Comune con una densità di 14,56 abitanti per km², non può sostenere ne ora e ne mai, un aumento di popolazione fino a 50.000 abitanti sui soli residenti dichiarati a 13.500. Se la sorgente di Favara – prosegue il post – ha ceduto ed è probabile che non è stata fatta la regolare manutenzione delle condotte idriche.”
“A tal proposito, Legambiente ha presentato con Goletta Verde proprio su Capo d’Orlando, un dossier sul censimento: un patrimonio edilizio di oltre 40.000 vani a quasi 12.000 abitanti fa salire la densità abitativa potenziale a 2.600 abitanti per km², ovvero sei volte e mezzo la media dei comuni costieri italiani, motivo per cui si è costruito fin troppo sul territorio e le sue reti idriche non sono in grado di sostenere. La domanda che si pone è se non sia necessario cambiare rotta, puntando il dito contro l’amministrazione comunale, il quale scrive nero su bianco le criticità, ma che sembra non voler affrontare alla radice del problema in essere. Un modello di sviluppo costruito sulla rendita fondiaria produce rischi idrogeologici, sanitari ed economici prevedibili, una situazione che diciamo e ripetiamo da tempo anche dopo il recente passaggio di Goletta Verde sulle coste orlandine.”











