La campagna di sensibilizzazione per dire “STOP al Genocidio in Palestina” continua. L’attenzione si deve mantenere alta e per questo motivo, con un comunicato congiunto CGIL e SPI orlandina, scritto da Donatella Ingrillì ed Antonino Cappa, si chiede alle autorità locali di Capo d’Orlando di continuare a intraprendere iniziative utili per contrastare il Governo israeliano e di non restare in silenzio di fronte a certi crimini internazionali.
Il comunicato stampa di Lega SPI
“Al Sig. Sindaco, Al Presidente del Consiglio Comunale, ai Capi gruppo consiliari
I sottoscritti Ingrillì Donatella e Cappa Antonino, in rappresentanza della CGIL e dello SPI di Capo d’Orlando, con la presente chiedono di intraprendere con urgenza, tutte le iniziative utili ad esprimere lo sdegno contro il Governo Israeliano guidato da Nethanyau e dai suoi ministri, in particolare nei confronti del ministro Ben Givr per i suoi crimini razzisti verso l’umanità.”

Il sequestro della Flotilla
Il comunicato prosegue entrando nel merito dei fatti: “Il 26 aprile scorso, da Augusta parte la nave Flotilla, in rotta di navigazione insieme ad altre barche di diverse nazionalità, con a bordo 428 persone tra attivisti e pacifisti, con direzione Gaza per la seconda spedizione in supporto umanitario alla popolazione vittima dell’aparthaid imposto in modo illegittimo dal governo israeliano, a seguito dell’attentato terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, praticando nella Striscia il massacro dei Palestinesi. Succede che la guardia nazionale israeliana ne blocca la navigazione in due abbordaggi, l’ultimo avvenuto il 19 maggio 2026, dove avviene il sequestro dell’intera Flotilla in acque internazionali a 118 miglia da Gaza e vicino all’isola di Cipro.”
Il video del ministro Ben Givr
Lega SPI mette in evidenza:
“La crudeltà mostrata nel video girato dal ministro Givr, la violenza compiaciuta, il suo ritenersi intoccabile, incensurabile e libero di poter agire indisturbato violano i diritti umani, a partire dalla Convenzione ONU del 1948, fini al principio stabilito da quella del 1982 che vincola tutte le Nazioni, garantendo la libertà di navigazione e per il quale abbordare imbarcazioni, battenti bandiere nazionali in acque internazionali, significa entrare in un territorio straniero.
I legali dell’ ONG Adalah che hanno assistito i 428 pacifisti detenuti illegalmente dal Governo israeliano nel porto di Ashdod, riportano denunce di “violenze estreme, umiliazioni, abusi, molestie sessuali e ferite gravi, più l’uso di taser. Il video mostra i segni sui corpi delle 428 persone tra uomini e donne della Flotilla, una volta rilasciati da Israele e rientrati in Patria su pressione dei Governi e delle Istituzioni Internazionali.”
Obiettivo: fermare il Governo d’Israele
“Le iniziative nei confronti del Governo Nethanyau devono andare ben oltre la semplice condanna, diventare atti concreti, provvedimenti amministrativi, politici e giudiziari, capaci di porre fine ai comportamenti criminali, illegittimi ed illegali di Israele. Intanto il Genocidio nella Striscia di Gaza continua ed i coloni in Cisgiordania occupano i territori e le case dei Palestinesi.

La Missione Umanitaria della Flotilla mette a rischio la vita stessa di chi ha partecipato e mantiene ancora accesi i riflettori sul genocidio a Gaza e sulle violenze e la crudeltà del Governo israeliano in carica, mostrando al Mondo la verità. Fondamentali le parole di pace di Papa Leone XIV e quelle del Presidente della Repubblica Mattarella, quest’ultimo definisce incivile ed infimo il trattamento usato da Israele nei confronti dei pacifisti sequestrati e dichiarati terroristi da Ben Givr.
Occorre qui ricordare che la Missione Umanitaria della Flotilla si è svolta sia via mare che via terra. Quella di terra, è stata attaccata anche in questo caso illegalmente dalle forze libiche, gli attivisti sono stati picchiati violentemente e trascinati all’interno di un autobus, arrestati e fatto sgomberare campi e tende.
L’appello lanciato da CGIL e SPI all’Amministrazione locale
In conclusione: “i sottoscritti chiedono che l’Amministrazione e l’intero Consiglio Comunale di Capo d’Orlando, facciano sentire la propria voce nelle sedi competenti, interagendo con il Governo ed il Parlamento italiano ed il Consiglio Europeo, sostenendo prioritariamente che :
Si sanzioni l’intero Governo Nethanyau e non solo il ministro Ben Givr; che L’Italia blocchi gli acquisti e la vendita delle armi al Governo israeliano; che vengano disdettate le Intese commerciali in atto tra Italia e Israele; che si sospendano gli Accordi di Collaborazione tra UE e Israele; e che il Governo italiano autorizzi la Rogatoria chiesta dalla Procura di Roma, per individuare e processare i responsabili del sequestro degli attivisti della Global Sumud Flotilla.”
RESTARE SORDI E MUTI SAREBBE UN ATTO DI COMPLICITA’ IMPERDONABILE.











