A due anni e mezzo dalla cessazione definitiva della laminazione nello stabilimento di Giammoro, Duferco traccia il bilancio del piano di riconversione industriale e occupazionale del sito, mentre si avvicina una svolta delicata con la procedura di licenziamento collettivo, che l’azienda si prepara ad avviare con la scadenza del contratto di solidarietà, fissata al 9 agosto 2026.
Il piano industriale, presentato nel luglio 2024 all’Assessorato regionale alle Attività produttive, ha portato finora a investimenti complessivi per 100 milioni di euro. Di questi, 94 milioni sono già stati impegnati su quattro direttrici. Nel dettaglio sono 28 i milioni per lo sviluppo del terminal portuale di Duferco Terminal Mediterraneo, 40 quelli per la centrale Peaker (operativa da luglio 2024), 10 i milioni per l’impianto della Hydrogen Valley, ormai completato, e 16 milioni per i sistemi di accumulo energetico BESS, ancora in fase di realizzazione.
Un percorso che, secondo l’azienda presente a Messina con il presidente Antonio Gozzi, segna il passaggio dell’area da sito siderurgico tradizionale a piattaforma diversificata per logistica, energia e servizi industriali.

Sul fronte del personale, tra il 2023 e il 2026 il piano ha riguardato 130 lavoratori. Di questi, spiega l’azienda 62 sono stati ricollocati in altre società del gruppo (tra cui il laminatoio di San Zeno Naviglio, Duferco Sviluppo per la centrale Peaker e Duferco Terminal Mediterraneo), 12 sono usciti per pensionamento o dimissioni volontarie, 7 resteranno impiegati nella gestione delle aree e dei servizi industriali e altri 4 dovrebbero essere ricollocati entro settembre 2026”. Per tutti i lavoratori ricollocati, come sottolinea ancora l’azienda “i contratti a tempo indeterminato sono stati allineati alle condizioni del settore metalmeccanico”.
A questo si aggiunge il ricorso agli ammortizzatori sociali. Tra ottobre 2023 e giugno 2026 Duferco ha speso 5,73 milioni di euro per garantire continuità di reddito e copertura previdenziale ai lavoratori in attesa di una ricollocazione definitiva.
Per i lavoratori ancora da ricollocare, Duferco aveva individuato nuove opportunità in Sicilia come nel nuovo terminal di Giammoro e nei cantieri di Comal S.p.A., società del gruppo attiva nel fotovoltaico utility scale. L’offerta prevedeva un contratto a tempo indeterminato, inquadramento al livello C3, un’indennità di trasferta di circa 1.500 euro netti al mese e un incentivo all’uscita di 3.500 euro a lavoratore.
Su 45 lavoratori interessati, però, “soltanto uno ha accettato la proposta. Altri 4 dipendenti hanno inoltre rifiutato una proposta di assunzione a tempo indeterminato presso Duferco Terminal Mediterraneo. Una mancata adesione che – afferma l’azienda – ha reso di fatto impossibile completare il piano di ricollocazione nella sua interezza”.
Con la scadenza del contratto di solidarietà al 9 agosto, Duferco annuncia quindi l’avvio della procedura di licenziamento collettivo prevista dalla legge 223/1991. L’azienda precisa che “la procedura non riguarda la chiusura del sito, che resterà nella disponibilità aziendale, ma la soppressione definitiva del ciclo produttivo di laminazione, ritenuto non più sostenibile dal punto di vista industriale, economico e organizzativo”.
Duferco si dice disponibile a valutare ulteriori opportunità di ricollocazione, compatibilmente con le esigenze delle imprese coinvolte, e conferma “l’intenzione di proseguire la riconversione dell’area puntando su sviluppo industriale, responsabilità sociale e valorizzazione delle competenze locali”.










