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Ambiente, Sicilia

Abbattimento di alberi lungo le autostrade A18 e A20, nota delle associazioni ambientaliste

Italia Nostra, Lipu Sicilia, Legambiente, WWF, Serapide, Agrotecnici e Non Sono Indifferente si sono rivolti alla Commissione Ambiente e Territorio.

Redazione 98zero- Redazione 98zero
Tempo di lettura: 7 minuti
23/Giu/2026 - 2 mesi fa
- Redazione 98zero
Messina: in corso i lavori di bonifica sulla “Panoramica dello Stretto”
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Le Associazioni Italia Nostra, Lipu Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF, Serapide, Collegio Interprovinciale degli Agrotecnici di Messina/Enna e il Comitato Non Sono Indifferente hanno richiesto un’audizione alla IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità della Regione Siciliana, in merito alla segnalazione di presunti profili di danno ambientale e danno erariale, connessi agli abbattimenti di alberi lungo le autostrade A/18 e A/20

Questo la nota inviata:

“Onorevole Presidente, Onorevole Assessore, i sottoscritti Nella Tranchina, Presidente Italia Nostra Sicilia e Annalisa Raffa, Vice Presidente Italia Nostra Sicilia e Presidente Italia Nostra Aps sez. di Messina, Antonino Provenza, coordinatore regionale LIPU SICILIA, Tommaso Castronovo, Presidente Legambiente Sicilia, Pietro Ciulla, Delegato del WWF Italia per la Regione Sicilia, Daniel Carnabuci, Presidente Associazione Serapide – APS, Guglielmo Carrabotta, per il Collegio Interprovinciale degli Agrotecnici di Messina /Enna, e Giuseppina Mammola, Presidente Comitato Non Sono Indifferente scrivono, in qualità di rappresentanti delle sopradette Associazioni, che hanno inviato richieste di accesso agli atti al Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), in merito all’abbattimento di alberi attuato dal CAS lungo le autostrade siciliane e la Tangenziale di Messina.

Ci rivolgiamo alle SS.LL perché, tra le vostre tante incombenze, vi è anche quella di vigilare sull’operato dell’Ente regionale, che gestisce alcune tratte autostradali siciliane. Vogliamo porre all’attenzione il fatto che il CAS, vedi allegato 6, con Decreto Dirigenziale n° 440 del 30/08/2024, abbia previsto l’abbattimento di ben 20.065 alberi, cui
aggiungere 2.541 potature distruttive (voci ricavate dai computi metrici. Vedi allegati 6bis e 6ter). Questi numeri sono da sommare a quelli degli anni precedenti. Si evidenzia che tali tagli sono stati operati, senza aver preventivamente fatto eseguire le perizie individuali e le prove strumentali previste per legge, ma solo perizie visive, come dichiarato dagli stessi agronomi, che le hanno eseguite (Dott. Rizzo e Dott. Terminillo, Allegato 7).

Le suddette perizie agronomiche sono state oggetto di forte contestazione da parte dell’agronomo e paesaggista Dott. Alessandro Giaimi (Allegato 8). Fatto ancor più grave, per questi abbattimenti il CAS non ha ritenuto chiedere nessuna delle numerose autorizzazioni previste per legge, come il Nulla Osta paesaggistico, il Nulla Osta vincolo
idrogeologico, la Vinca (si vedano Allegato 9, pec Soprintendenza; Allegato 10, pec Corpo Forestale di Catania, Allegato 11, pec Corpo Forestale di Messina). Né sono stati interessati i Comuni, nel cui territorio si abbattevano gli alberi, come testimoniano le diffide inviate dai Comuni di Acireale, Capo d’Orlando (Allegato 12) e Caprileone (Allegato 13), che hanno diffidato il Consorzio Autostrade Siciliane dal continuare a tagliare richiedendo l’immediata ripiantumazione di alberi già cresciuti.

Oltre agli allegati sopra citati, si trasmettono i seguenti:
– Allegato 14: seconda richiesta di accesso agli atti da parte delle Associazioni “Italia Nostra”, LIPU, Legambiente, WWF;
– Allegato 15: seconda richiesta di accesso agli atti da parte dell’Associazione “Serapide”;
– Allegato 16: seconda richiesta di accesso agli atti da parte del Comitato “Non Sono Indifferente”.

Riteniamo, inoltre, che sia improprio e fuorviante giustificare l’abbattimento di decine di migliaia di piante, sostenendo che tale misura sia necessaria a garantire la sicurezza dei viaggiatori. Se è vero che qualche anno fa la caduta di un albero provocò, purtroppo, la morte di un automobilista che lo investì, è altrettanto vero che tale episodio rappresenta, per quanto ci consta, un caso isolato verificatosi nell’arco di circa cinquant’anni. Per tale ragione, riteniamo che, per giustificare un intervento di una simile portata, non possa essere considerata sufficiente la mera affermazione, secondo cui l’eliminazione di decine di migliaia di alberi sarebbe necessaria a garantire la sicurezza della circolazione. Tale esigenza deve essere supportata da puntuali valutazioni tecniche e da una verifica concreta delle condizioni di stabilità e pericolosità dei singoli esemplari arborei. Se è vero che la sicurezza degli utenti della strada costituisce un valore primario e irrinunciabile, è altrettanto vero che tale esigenza deve essere contemperata con la tutela del patrimonio arboreo e paesaggistico, attraverso un’attenta attività di monitoraggio, manutenzione e verifica delle condizioni di stabilità delle singole piante.

L’applicazione del principio di precauzione non può tradursi nell’eliminazione generalizzata del patrimonio arboreo, senza una preventiva valutazione puntuale e documentata del rischio effettivamente rappresentato da ciascun esemplare. Appare pertanto necessario distinguere tra gli alberi realmente pericolanti, per i quali l’abbattimento può risultare necessario, e quelli che, pur trovandosi in prossimità della sede autostradale, possono continuare a svolgere la loro importante funzione ambientale, paesaggistica e di mitigazione climatica.

Il nuovo Codice della Strada del 1992 ha sancito il calcolo della cosiddetta “fascia di rispetto”, comunque non inferiore a 6 metri”. Questa determinazione ha avuto nella circolare 3224 del Ministero dei Trasporti del 10 Giugno 2021, un effetto chiarificatore: consente di mantenere gli alberi piantati prima del 1992, pur rimanendo il divieto di reimpianto. Secondo un documentato dossier di Legambiente “non esiste alcuno studio che abbia messo in evidenza come la sola presenza di alberi lungo le strade provochi un aumento degli incidenti stradali e, contrariamente all’Italia, le norme di altre nazioni europee permettono di mantenere e ripristinare le alberate.”

Secondo il dott. Stefano Deliperi la “Richiesta di parere D. Lgs. n. 285/92 art. 14 – Alberi ubicati nelle pertinenze stradali” che interpreta autorevolmente il tema, è vietata la sola nuova piantumazione degli alberi, senza alcuna previsione di rimozione obbligata degli alberi già viventi al momento dell’entrata in vigore del Codice della Strada, riguardo cui sarebbe opportuna una valutazione caso per caso. I Giudici amministrativi abruzzesi confermano e consolidano questo indirizzo interpretativo. Nel caso in specie, l’art. 50, comma 4°, lettere c, f, della legge regionale Abruzzo n. 3/2014 e s.m.i. dispone che “l’autorizzazione all’abbattimento è sostituita da comunicazione, da inoltrarsi almeno trenta giorni prima dell’intervento, nei seguenti casi:

c) piante suscettibili di arrecare danno a costruzioni, manufatti, reti tecnologiche o che rappresentano pericolo per la pubblica o privata incolumità.
f) mantenimento delle distanze di sicurezza previste da leggi e da regolamenti a tutela di determinati beni ed impianti”.

Nel caso di specie, “il confronto procedimentale, scandito dalla richiesta di chiarimenti o integrazioni successiva alla comunicazione, fra l’ente gestore delle strade e la Regione Abruzzo è retto dal principio di proporzionalità, che non tollera presunzioni di pericolosità di un bene da preservare (in specie il patrimonio arboreo), del quale ammette il sacrificio solo se è provato che esso sia inesorabilmente incompatibile con altri beni di rango pari o superiore (la sicurezza stradale)”.

Nessun automatismo, pertanto, ma una verifica concreta, caso per caso. Pertanto sono indispensabili gli atti, le perizie, le prove di stabilità di trazione, redatti da un tecnico abilitato che dimostri l’effettivo rischio di caduta. Il parere tecnico deve attestare l’irreversibilità delle condizioni fitosanitarie e si devono rispettare i vincoli paesaggistici, le aree protette e i CAM, criteri ambientali minimi.

Inoltre risulta indispensabile conoscere la destinazione delle ingenti quantità di legname, derivanti dagli abbattimenti effettuati dal CAS. Non si tratta di semplici residui vegetali, ma di tronchi e materiale legnoso, che possono possedere un significativo valore economico e che, pertanto, dovrebbero essere oggetto di adeguata tracciabilità e rendicontazione. Occorre pertanto verificare se tale materiale sia stato ceduto a titolo gratuito o oneroso, a quali soggetti sia stato affidato, chi ne abbia curato il trasporto e quali siano state le modalità di gestione e valorizzazione economica eventualmente adottate. Appare altresì opportuno accertare gli eventuali introiti conseguiti dal CAS e la relativa destinazione contabile, al fine di garantire la massima trasparenza amministrativa ed escludere qualsiasi possibile irregolarità nella gestione del patrimonio pubblico.

Sarebbe, inoltre, opportuno sapere se il CAS abbia provveduto a stipulare le polizze assicurative contro i danni per calamità naturali ed eventi catastrofali (terremoti, alluvioni, frane), che avrebbe dovuto stipulare per legge entro il 31 Marzo 2025 (tutte le imprese italiane, incluse le concessionarie autostradali). Nell’ambito della più generale verifica sulla gestione del rischio da parte del Consorzio Autostrade Siciliane, appare altresì opportuno accertare se il CAS abbia adempiuto agli obblighi normativi in materia di copertura assicurativa contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali, quali terremoti, alluvioni e frane.

Tale verifica assume particolare rilevanza in un territorio caratterizzato da elevata vulnerabilità idrogeologica e sismica, e consentirebbe di comprendere se l’Ente abbia adottato tutte le misure necessarie per la tutela del patrimonio pubblico affidatogli e per la gestione dei rischi, connessi all’esercizio della propria attività istituzionale.
Riteniamo che il consorzio CAS debba, come tutti noi, attenersi alle leggi nazionali senza privare la comunità siciliana di un grande patrimonio.

Si evidenzia inoltre che l’abbattimento di alberi in aree sottoposte a specifici vincoli paesaggistici, ambientali o forestali, in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, può determinare rilevanti conseguenze sul piano amministrativo, contabile e, nei casi previsti dalla legge, anche sul piano penale. (art. 734 Codice Penale e art. 452-bis c.p). Sarà pertanto compito delle Autorità competenti verificare se gli interventi eseguiti dal CAS siano
stati preceduti da tutti gli atti autorizzativi richiesti e se le procedure adottate risultino conformi alle disposizioni poste a tutela del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio arboreo. A ciò si aggiunge la necessità di verificare il rispetto del principio di compensazione ambientale e paesaggistica, volto a garantire che gli abbattimenti eventualmente necessari siano accompagnati da adeguati interventi sostitutivi capaci di assicurare, nel tempo, un valore ecologico equivalente a quello perduto.

Alla luce di quanto esposto, gli scriventi ritengono necessario che vengano effettuati approfonditi accertamenti sulla legittimità delle procedure adottate dal Consorzio Autostrade Siciliane, sulla sussistenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, sulla correttezza delle valutazioni tecniche poste a fondamento degli abbattimenti, sulla destinazione del materiale legnoso derivante dai tagli e sull’eventuale sussistenza di profili di responsabilità amministrativa, contabile, ambientale o di altra natura, demandati alla valutazione delle Autorità competenti.

Per tali ragioni, si chiede al Presidente della IV Commissione Ambiente territorio e mobilità e all’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità di esercitare le loro funzioni di vigilanza e controllo, disponendo ogni opportuna verifica e adottando i provvedimenti, ritenuti necessari per la tutela del patrimonio arboreo, paesaggistico e ambientale della Regione Siciliana“.

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