I fatti risalgono alla serata di venerdì 5 giugno. Un drone è stato intercettato dagli agenti di Polizia Penitenziaria mentre sorvolava le finestre delle celle del Reparto Cellulare della Casa Circondariale di Messina.
Il velivolo era in procinto di recapitare un involucro contenente telefoni cellulari con relativi caricabatterie e un ingente quantitativo di sostanza stupefacente destinato presumibilmente all’interno dell’istituto. L’operazione si è conclusa con il sequestro del drone e del materiale trasportato, mettendo in risalto il livello di attenzione e professionalità del personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la struttura detentiva.
A darne notizia è il Si.N.A.P.Pe. (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) di Messina che esprime il proprio plauso a tutti gli operatori coinvolti nell’intervento. Il Segretario Provinciale Si.N.A.P.Pe., Giovanni Storniolo, sottolinea come «l’ennesimo episodio sventato dimostri la straordinaria capacità operativa del personale che, quotidianamente, garantisce sicurezza e legalità all’interno dell’istituto, nonostante una cronica carenza di organico e condizioni di lavoro sempre più gravose».
Negli ultimi anni, infatti, il fenomeno dell’introduzione illecita di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti mediante l’utilizzo di droni ha assunto proporzioni sempre più preoccupanti negli istituti penitenziari italiani, rendendo indispensabile un costante innalzamento dei livelli di vigilanza e controllo.
Il Vice Segretario Regionale Si.N.A.P.Pe., Giovanni Spanò, evidenzia come episodi di tale rilevanza, unitamente alla cronica carenza di personale, confermino la necessità di investire concretamente nel Corpo di Polizia Penitenziaria. In occasione della contrattazione locale relativa al Protocollo Interno Locale (PIL), il sindacato ha infatti chiesto una profonda revisione dell’organizzazione del lavoro, ribadendo la volontà di non derogare al sistema dei cosiddetti “quattro quadranti” e sollecitando una congrua integrazione del personale.
Tale misura, secondo il sindacato, consentirebbe di garantire turni di servizio della durata di sei ore, in linea con le esigenze operative e con la tutela della salute del personale, evitando il frequente ricorso a turnazioni di otto ore e ai doppi turni che, ancora oggi, a causa della persistente carenza di organico, caratterizzano la realtà lavorativa di molti operatori. Il Si.N.A.P.Pe. ritiene che il risultato conseguito rappresenti non solo un importante successo sul piano della sicurezza penitenziaria, ma anche la dimostrazione concreta dell’impegno, dello spirito di sacrificio e dell’alto senso dello Stato che quotidianamente contraddistinguono gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.








