Un incendio ha distrutto ieri il furgoncino utilizzato quotidianamente dal Cirs, impegnata nel sostegno a donne e bambini in situazioni di fragilità. Le cause del rogo non sono ancora state accertate, ma i responsabili dell’organizzazione sottolineano come l’episodio non sia isolato. Un fatto analogo si era già verificato tre anni fa.
“Non è solo un danno materiale, ma un attacco a un presidio di cura e solidarietà” spiegano perché il mezzo rappresentava uno strumento essenziale per le attività sul territorio, consentendo di rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone accolte e accompagnate nei loro percorsi di autonomia e protezione.

“Lavorare ogni giorno accanto alle donne e ai bambini significa anche esporsi e affrontare situazioni complesse, in cui il rischio può diventare reale” ribadiscono, evidenziando la difficoltà di operare in contesti delicati e talvolta critici.
Ferma la condanna per quanto accaduto. “Colpire chi opera al servizio degli altri e delle persone più fragili significa colpire un presidio di cura, dignità e speranza”.
Il Cirs non si fermerà nemmeno questa volta. Come già fatto tre anni proseguiranno con le attività confidando nella solidarietà della comunità. Restano in attesa di capire chi e perché abbia incendiato il mezzo.








