Sono già tre i supermercati che hanno abbassato la saracinesca (il Maxisconto di Pistunina e gli Ard Discount di via Don Blasco e via Siracusa).
Entro il 31 dicembre va trovata una soluzione, in caso contrario 150 lavoratori si ritroveranno senza occupazione. E il numero sale a 190 se consideriamo i punti vendita di Palermo, Siracusa e la Calabria. Crea preoccupazione la partenza dei supermercati Gicap gestiti dal gruppo Ergon. A cercare di trovare una soluzione è la Filcams Cgil. “Nel 2021 il tribunale di Messina aveva concesso alla Ergon Spa i 39 punti vendita della rete Gicap in fitto di ramo d’azienda, che venivano da una procedura di concordato preventivo. Ad oggi 21 punti vendita sono stati acquistati dalla Ergon. Altri due punti vendita da altre aziende e ne sono rimasti fuori 16 – spiega il sindacalista Giuseppe Ragno -. Esprimiamo forte preoccupazione e abbiamo più volte chiesto che la rete dei punti vendita non venisse smembrata. Ma non siamo stati ascoltati. Adesso serve una soluzione”.
L’affitto dei punti vendita attualmente gestiti da Ergon è in scadenza il 31 dicembre. Nel frattempo, il Tribunale fallimentare di Messina ha avviato la procedura di vendita all’asta dei supermercati, senza però riuscire a trovare imprese disposte ad acquisirne la proprietà. La mancanza di un acquirente rende ancora più incerta la situazione futura dei lavoratori coinvolti.

Per tentare di trovare una soluzione, è stato programmato un nuovo incontro in Tribunale tra il curatore fallimentare e le parti sociali. Ragno, insieme all’avvocato Claudio Vallone (Filcams Cgil) e a Francesco Rubino, segretario della Uiltucs Messina, confidano che il Tribunale continui nella ricerca di nuove possibilità d’acquisto dei punti vendita. “Faremo una richiesta al sindaco e all’amministrazione comunale. Proporremo al Comune un protocollo d’intesa per far sì che le aziende interessate a investire nel territorio s’impegnino ad assumere i lavoratori in situazioni analoghe, quando è in gioco la perdita di occupazione”. Sottoporranno la questione anche all’attenzione della prefetta Di Stani.








