“La cattura di Matteo Messina Denaro rassicura e riscatta tutte le vittime di decenni di violenza, sopraffazione ed anche terrorismo, con cui Cosa nostra ha ammorbato la Sicilia ed il mondo”.
Queste le parole del segretario regionale siciliano dei Socialdemocratici e presidente della Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia”, Antonio Matasso.
L’esponente del Sole nascente sottolinea come “I socialisti democratici e riformisti, da sempre in prima linea nella lotta alla mafia e nel pagare il relativo tributo di sangue per questo, come avvenuto dai Fasci siciliani ad oggi, non possono che rallegrarsi di quanto accaduto a Palermo”.
Antonio Matasso, che domani mattina sarà ospite a Radio DOC insieme al Vice Presidente della Commissione Regionale Antimafia Bernadette Grasso ed all’ex Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci per commentare l’arresto all’interno del programma “Cu c’è, c’è!” continua dichiarando che “Va un sentito ringraziamento a quei silenziosi servitori dello Stato che hanno permesso a tanti oppressi di avere giustizia”.
Per il segretario regionale dei socialdemocratici “La data di oggi, per la comunità dei socialisti democratici siciliani, assume un significato particolare: 101 anni fa la mafia trapanese uccideva a Paceco il militante socialista Domenico Spatola e i suoi nipoti Mario e Pietro Paolo, figli del fratello Giacomo, un compagno in prima linea nelle lotte contadine e socialiste. Tutti loro avevano la “colpa” di avversare quella Cosa nostra della provincia di Trapani che ha prodotto una serie di criminali violenti ed efferati, tra cui Matteo Messina Denaro e suo padre Francesco, al vertice del mandamento mafioso di Castelvetrano. I nostri compagni martiri saranno contenti di questa giornata”.








