E’ in coma da sette lunghi mesi, Gabriele. Da quando l’auto sulla quale viaggiava, lo scorso 17 aprile, si è schiantata contro un ponteggio all’altezza della cosiddetta “zona Vaccarino”. Ieri Gabriele ha compiuto 18 anni e non ha potuto avere quella festa da sogno che la maggior parte dei ragazzi della sua età aspettano impazienti.

Gabriele lotta per la vita ogni giorno su quel letto dell’Ospedale IRCCS Neurolesi “Bonino-Pulejo”, al Presidio Ospedaliero Piemonte. Lotta con accanto i suoi familiari che non lo hanno mai lasciato solo, che lo vegliano con un amore unico al mondo. Lì, davanti a quell’ospedale, si sono riuniti ieri sera i suoi compagni di liceo e non solo. Una t-shirt bianca che riproduce la maglia ufficiale del Milan, squadra del cuore di Gabriele. Sulle spalle un numero 18, come i suoi anni e il suo nome. Un momento di preghiera, un modo per stare vicini a quel compagno che non vedono da quei maledetti giorni dell’incidente. E uno striscione: Gabri non mollare, forza lotta vincerai.

Con tutto il cuore, dietro quella porta chiusa. Da quel 17 aprile anche la sua Rometta non ha smesso di aspettare il ritorno di Gabriele. A maggio scorso, anche la Curva Sud di Milano, storica tana del tifo rossonero, gli dedicò uno striscione durante Milan – Fiorentina.
Forza, Gabriele! Ti aspettano tutti, non mollare!













