I costi dell’energia, l’aumento esponenziale dei beni di prima necessità. Una situazione economica drammatica e galoppante. L’anello debole di un catena è sempre il consumatore che, alla fine, vede lievitare i prezzi e diminuire il potere d’acquisto dei suoi guadagni.
I panettieri vivono una situazione difficile, come molte altre attività. In tanti rischiano di doversi fermare. Sopportare tutti i costi che gravano sulle attività è diventato davvero insostenibile. Non possono più fare fronte a una situazione che, col passare dei giorni, vede aumentare le materie prime in maniera pressoché inarrestabile- E così hanno deciso di riunirsi per decidere il “da farsi”.
L’unica via possibile, seppur a malincuore, è quella di utilizzare degli “accorgimenti” sul prodotto finito. Da due riunioni di panificatori tra Milazzo e Barcellona è emersa la necessità di dovere per forza apportare qualche modifica ai prezzi. E così il pane raggiungerà, a partire da novembre, i quattro euro al chilogrammo; il cosiddetto mezzo chilo tocca quota 1,90; il classico filoncino da 250 grammi passa, dai 60 centesimi di inizio anno e dagli 80 odierni, a un euro; panino a 50 centesimi. FOTO: Freepik









