Doveva essere una giornata di quelle da ricordare. Una giornata da trascorrere in sella, insieme agli amici, condividendo quella passione per le due ruote che per Francesco Nicolosi, 38 anni, era qualcosa di più di un semplice hobby. Doveva essere una giornata di sorrisi, amicizia e libertà. Si è trasformata invece in una tragedia.
Francesco è il motociclista che ha perso la vita questa mattina lungo l’autostrada A20 Messina-Palermo, al chilometro 57+700, in direzione Palermo, nei pressi dello svincolo di Falcone.
L’incidente
L’incidente è avvenuto intorno alle 10. Secondo una prima ricostruzione, Francesco avrebbe perso il controllo del suo Yamaha T-Max, finendo rovinosamente sull’asfalto. L’incidente, secondo i primi accertamenti, sarebbe autonomo, ma gli investigatori stanno verificando anche l’eventuale coinvolgimento di altri veicoli. Le ferite riportate dal 38enne sono state troppo gravi e per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti gli operatori dei soccorsi, la Polizia Stradale e il personale del Consorzio per le Autostrade Siciliane, impegnati nei rilievi e nelle operazioni necessarie dopo l’incidente.
Una giornata che doveva essere di festa
Francesco era partito insieme al suo gruppo, il Club FNP Motors Messina, per trascorrere una giornata di serenità, divertimento e condivisione. Una passione che raccontava anche attraverso i social, con parole semplici capaci di descrivere quello che per lui rappresentava stare insieme agli altri, in sella a una moto. Lo scorso giugno aveva scritto: «Ciò che conta davvero è tornare a casa con il sorriso, parlare della giornata trascorsa e conservare nel cuore i ricordi di momenti vissuti in armonia, serenità e amicizia». Parole che adesso assumono un significato straziante. Perché Francesco, oggi, a casa non è tornato.
I T-Max fermi nella piazzola
Poco dopo l’incidente, nella piazzola vicina si sono fermati gli altri T-Max del gruppo. Gli amici, insieme ai familiari, si sono ritrovati lì, proprio dove quella giornata di festa si è improvvisamente spezzata. Abbracci, silenzi, lacrime e incredulità davanti a una tragedia difficile da accettare. Restano gli amici, la famiglia e quei ricordi di giornate trascorse insieme che Francesco aveva scelto di raccontare con una frase diventata oggi ancora più dolorosa: tornare a casa con il sorriso.











