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Tutti ballano la scimmia nuda, ma in quanti sanno che il maestro di Gabbani è di San Piero Patti?

San Piero Patti – Occidentali’s Karma. Tutti ballano la scimmia nuda, ma in quanti sanno che il maestro di Gabbani è di San Piero Patti?

Il tormentone indiscusso che non molla il ritmo dallo scorso Festival di Sanremo, trasmesso a martello dalle radio, cantato e ballato da tutte le generazioni, proposto dalle pubblicità e dalle parodie che impervesano il web è di certo il brano di Francesco Gabbani. Cantautore che pianta radici sempre più profonde avendo già vinto l’anno scorso il Festival della canzone italiana con Amen e rappresentando quest’anno l’Italia all’Eurovision Song Contest.

Punto di forza appare subito il connubio perfetto tra orecchiabilità e testi, che propone con leggerezza ma dai contenuti ricercati. Un artista sensibile alle culture e alle cose del mondo, che ringrazia così il suo maestro: «Al “minchia maestro” Alessandro, faro nel cammino di sensibilità. Con affetto e stima, l’allievo Francesco Gabbani».

Il maestro è il nostro conterraneo Alessandro Di Dio Masa, la mala parola che precede il titolo è usata con affetto ed esilarante richiamo alla sicilianità da colui che è stato l’allievo dai 9 ai 16 anni, ma che evidentemente non ha mai smesso di sentirsi tale, neppure adesso che cavalca l’onda del successo.

L’insegnante sampietrino, dopo aver nell’’89 lasciato la Sicilia assieme agli altri quattro elementi (compaesani e di Colla Maffone di Librizzi) del gruppo musicale Extradivarius per sostenere un provino per una trasmissione a cura di Renato Zero, comincia la scalata nel mondo della musica. Segue Zero in alcuni progetti e comincia un percorso florido con la RCA di Roma conoscendo il produttore Lilli Greco, mentore per più di vent’anni.

Lasciato il gruppo, si trasferisce per amore a Carrara, città di Francesco Gabbani, all’epoca ragazzino. Qui apre una scuola commissionando il necessario al negozio di strumenti musicali della città, appunto di Sergio Gabbani ovvero padre di Francesco, subito allievo a cui insegnerà la chitarra, ed altro.

Il rapporto maestro-allievo terminerà all’età di 16 anni dell’adesso famosissimo cantautore, ma permane quello interpersonale, quello più profondo di scambio fra amatori oltre che professionisti di un mondo, quello musicale, che il giovane Gabbani non riusciva a sfondare. Rassegnatosi, decide di mollare la corsa sfrenata al successo e ritorna nella scuola di musica del maestro – Musicantiere Toscana – importante studio di registrazione e produzione.

Nel 2015 arriva invece la grande occasione, Gabbani trova la strada che lo condurrà l’anno successivo a Sanremo, e del resto è nota la storia.

Alessandro Di Dio Masa, a mezzo telefonico, riduce la nostra intervista così: “Mi fanno salire sul carro del vincitore, ma io sono stato solo il suo primo maestro”.

Il “minchia maestro” però, quel faro – riutilizzando le parole di Francesco Gabbani – nel cammino di sensibilità. Dote, questa, di cui trasuda il suo successo.