Domani in biblioteca la presentazione del libro “Il passato non ha un volto”

Capo d’Orlando – Verrà presentato domani, venerdì 17 Febbraio alle 18 presso la sala “Tano Cuva” della Biblioteca Comunale di Capo d’Orlando, il romanzo “Il passato non ha un volto” di Lilia D’Amico, edito da Giambra Editori.

La presentazione di “Il passato non ha un volto”, patrocinata dal Comune di Capo d’Orlando, rientra nei “Venerdì d’Autore”, il consueto appuntamento culturale che da tempo coinvolge studiosi e appassionati di letteratura del comprensorio.

Alla presentazione, intervallata da interventi musicali alla chitarra a cura di Felice Rizzo, saranno presenti l’autrice, il responsabile della biblioteca comunale Carlo Sapone ed Elena Grasso della Giambra Editori. Il romanzo, primo lavoro di Lilia D’Amico, ex docente d’italiano e latino al Liceo scientifico “Medi” di Barcellona Pozzo di Gotto, colpisce il lettore per la scrittura appassionata, densa di stati d’animo dove emerge chiaramente l’interesse della scrittrice per la psicologia e qualche accenno autobiografico, incarnato dalla protagonista Laura.

L’ambientazione è siciliana poiché le vicende si snodano per lo più tra Milazzo, Barcellona, Terme Vigliatore e qualche paese dei Nebrodi, con un rimando talvolta ai ricordi della vita passata al nord. Per Laura il passato non ha un volto, eppure, vive di passato, scava nei meandri della sua mente confusa cercando di risolvere delle questioni esistenziali che le impediscono di vivere una vita serena nel presente.

La storia si concentra sul processo di crescita umana di una donna che non trova risposte ai suoi perché, che cerca l’amore ma non è mai soddisfatta, anche se porta con sé la traccia di una carriera e di un marito che le garantiscono una certa tranquillità economica. Tuttavia, oltre la materia, c’è lo spirito inquieto di Laura, foriero di un sapere sepolto, di un sentire che nasconde un segreto.

E’ il mare inconscio scoperto da Freud, che molto spesso, nella nostra vita quotidiana, emerge in maniera distorta, come se lo specchio in cui si riflette fosse impedito da qualcosa o qualcuno ad assumere contorni chiari e netti. L’originalità degli ambienti si accompagna a quella del genere, una sorta di giallo, leggero, che non si consuma totalmente, se non lentamente, nella psicologia dei personaggi, che avanza attorno ad un’oscura vicenda fatta di indizi solitari che via via si compongono per dare vita ad un quadro esaustivo che per certi versi impone una riflessione sulla questione della pedofilia.

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