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Papa Francesco ha incontrato tutti gli operatori della Croce Rossa Italiana

Capizzi – Papa Francesco ha incontrato tutti gli operatori della Croce Rossa Italiana sabato 27 gennaio presso l’Aula Paolo VI, a Città del Vaticano, all’incontro anche una delegazione della Valle dell’Halaesa.

Sono stati più di 6.000, provenienti da tutta Italia, i volontari presenti all’udienza con Papa Francesco, iniziata con il saluto del Presidente della Croce Rossa, Francesco Rocca, a cui ha partecipato anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il Santo Padre durante il suo intervento ha voluto richiamare al principio dell’imparzialità, contenuto nello Statuto della Croce Rossa che porta a non basare la propria azione su «alcuna distinzione di nazionalità, razza, credo religioso, classe o opinione politica». All’emozionante incontro anche il comitato della Croce Rossa Valle dell’Halaesa, che ha rappresentato il territorio nebroideo con due volontari per ogni sede: per la sede di Capizzi erano presenti Sonia Dattolo e Cinzia Novembre, per Castel di Lucio Nino Azzolina e Domenica Salamone, mentre per Mistretta Rosetta Ventimiglia e Salvatrice Di Marco.

Tanta soddisfazione negli occhi di Papa Francesco –  “Voi siete del partito politico dei più bisognosi, di quelli che hanno più bisogno” – dice per sottolineare la storica neutralità della Croce Rossa, che vuol dire non schierarsi con alcuna delle parti, nelle controversie politiche, razziali o religiose. Papa Francesco citando l’imparzialità, ha voluto richiamare alla diretta conseguenza di quest’ultima, ovvero la “neutralità”, che vuol dire non schierarsi con alcuna delle parti, nelle controversie politiche, razziali o religiose. “Questo criterio di azione – ha osservato il Pontefice – contrasta la tendenza, oggi purtroppo così diffusa, a distinguere chi meriti attenzione e soccorso da chi, al contrario, non ne sia degno. Agisce con imparzialità il Samaritano del Vangelo: egli non interroga l`uomo steso a terra, prima di aiutarlo, per sapere quali siano la sua provenienza e la sua fede, o per capire se sia stato colpito a torto o a ragione. No. Il Buon Samaritano non sottopone l`uomo ferito ad alcun esame preventivo, non lo giudica e non subordina il suo soccorso a prerogative morali, né tantomeno religiose. Semplicemente, lenisce le sue ferite e poi lo affida a una locanda, prendendosi cura anzitutto dei suoi bisogni materiali, che non possono essere rimandati. Il Samaritano agisce, paga di persona, ama. Dietro alla sua figura si staglia quella di Gesù stesso, che si è chinato sull`umanità e su ognuno di coloro che ha voluto chiamare fratelli, senza fare distinzione alcuna, ma offrendo la sua salvezza ad ogni essere umano”.

Parole profonde, per un’esperienza che ha segnato i cuori e gli animi dei tanti volontari, come Salvatrice Di Marco che commossa ha affermato: – “E’ stata un’esperienza bellissima ed emozionante. Chi è volontario di Croce Rossa indossa in realtà due divise nella vita, due divise che non toglie mai. Questo incontro e le parole di Papa Francesco – conclude la volontaria di Mistretta – hanno dato uno stimolo e una voglia di continuare in più e a me e a tutti i miei colleghi, facendoci capire ulteriormente quanto essere parte di questa grande Famiglia, sia un orgoglio e nello stesso momento una vera missione, da svolgere con umiltà e passione, per essere sempre al servizio del prossimo e di chi ha bisogno”.