Capo d’Orlando tiene testa per 30 minuti ai tedeschi ma nel finale cede. Finisce 61 a 72

Capo d’Orlando – C’è qualcosa che questa sera al Pala SikeliArchivi è stato brutto vedere. Ancora più brutto dei primi dieci minuti giocati dalle due squadre, ancora più brutto del numero di palle perse nel primo quarto dalla formazione paladina, ancora più brutto della cravatta gialla su camicia e giacca nera di coach Patrick (colori sociali). L’assenza di spettatori per una partita così importante e non soltanto dal punto di vista agonistico.

Coach Gennaro Di Carlo parte con Maynor, Atsur, Kulboka, Ikovlev e il capitano Mario Delas. Ludwigsburg si presenta alla palla a due con Walkup, Johnson, McCray, Waleskowski e Thiemann.

Pronti via ed i tedeschi sono avanti di 4 mentre la formazione paladina perde tre palloni consecutivi in attacco. Sin dalle prime battute la difesa di Ludwigsburg è forte e questo non facilita il compito di Maynor e compagni. Di Carlo prova con la zona a contenere gli avversari e ci riesce. Grazie ai recuperi difensivi prima Delas da sotto e Atsur dai 6.75 portano avanti Capo d’Orlando (5-4). A quattro minuti dalla fine del primo parziale si rivede in campo Hiring che contro Trento non aveva fatto ingresso sul parquet (7-4). Si segna poco, anzi pochissimo, ed a farne le spese è il bel gioco nei primi dieci minuti che si chiudono sul 7 a 13 per gli ospiti.

Ad inizio secondo quarto è Atsur il protagonista della gara. Nella nuova veste di guardia mette due triple consecutive che portando i suoi a quota 13. Dopo la risposta di Walkup dai 6,75 ci pensa Alibegovic a riportare i paladini sotto con un’altra tripla che significa 16 a 18 a 6’40” dall’intervallo lungo. La zona difensiva impostata da Patrick viene punita da un’altra bomba di Atsur seguita da una schiacciata in transizione di Alibegovic che costringe l’allenatore dei tedeschi a fermare il gioco con un time out sul 20 a 23 a 4’40” dalla pausa. Finalmente si segna e la partita diventa piacevole. L’intesa vista contro Trento tra Maynor e Wojciechowski funziona ancora. Il centro polacco blocca e penetra con convinzione concretizzando dei pick and roll da manuale. Si lotta su ogni pallone soprattutto sotto le plance e Capo d’Orlando non si tira indietro. I tedeschi non riescono più a segnare ma principalmente a contenere i paladini in difesa tanto da innervosirsi. A 45 secondi dall’intervallo viene fischiato un tecnico a Johnson e Maynor dalla lunetta è una sentenza. Il suo 3 su 3 dalla linea della carità riporta avanti Capo d’Orlando 30 a 29. Punteggio con il quale si chiude il secondo parziale (L’Orlandina ha segnato 23 punti in 10 minuti).

Il terzo parziale si apre con un entusiasmante botta e risposta tra le due formazioni. Nei primi tre minuti si segna sistematicamente da entrambi i lati del campo. A 6’24” il tabellone recita 38 a 37 per i padroni di casa. Ikovlev porta sul più tre l’Orlandina ma la tripla McNeilly riporta le due squadre sul 40 pari. Da post basso è Thienmann a riportare i suoi avanti mentre i padroni di casa accusano il colpo e perdono un altro, l’ennesimo, pallone in attacco e Johnson non perdona. Di Carlo è costretto a chiamare time out sul 40 a 44. I paladini escono bene dall’interruzione con una tripla d “Cuba” (43-44). Maynor perde una palla sanguinosa in fase di impostazione che costa un canestro ed il fallo. Thiemann dalla lunetta concretizza il gioco da tre punti (43-48). Ludwigsburg si innervosisce ancora ed è altro tecnico questa volta fischiato a Waleskowski. Sulla sirena però Atsur commette fallo ingenuamente sul tentativo da tre di Johnson che dalla lunetta non fallisce e si va all’ultimo riposo su 48 a 53.

E’ McNeilly ad aprire le danze nell’ultimo quarto con un tripla. Risponde “Cuba” da sotto raccogliendo un assist al bacio di Maynor. Ma è Waleskowski a riportare i suoi sul più 8 da sotto (50-58). La fatica comincia a farsi sentire soprattutto per Capo d’Orlando che in fase difensiva concede qualcosa in più agli avversari che ne approfittano portandosi alla doppia cifra di vantaggio a 6’35” dalla sirena (54-64). La difesa a zona impostata da Di Carlo funziona ma non l’attacco. Kulboka e compagni sparano a salve per almeno 3 minuti. I tedeschi commettono troppi errori ed anche falli. Due antisportivi consecutivi consentono a Capo d’Orlando di riportarsi in partita mentre Waleskowski si accomoda negli spogliatoi dopo l’espulsione. Purtroppo la SicheliArchivi non ne approfitta e dopo aver realizzato i liberi in entrambe le occasioni perde palla e concede punti facili alla squadra allenata da Patrick. A 2’47” ancora più dieci per gli ospiti (58-68). Finisce 61 a 72 per gli ospiti che si sono dimostrati più solidi dei paladini anche nei momenti difficili e di nervosismo.

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