A Milazzo si infiamma il dibattito politico per le regionali

Milazzo – “La speranza deve tornare a essere il colore della nostra vita” con queste parole Carmelo Pino lo scorso sabato ha inaugurato la stagione milazzese dei comizi prima dell’appuntamento elettorale.

Per troppo tempo il centro milazzese era rimasto orfano di oratori. Un comizio pieno di enfasi e romanticismo “dobbiamo dare riscatto a una comunità sofferente” che ha colto le increspature createsi nella maggioranza. Il processo di “rimpasto” è stato accelerato dal fisiologico scollamento dell’appuntamento regionale, tuttavia sono molti a ritenere in grande difficoltà l’amministrazione dopo l’ennesimo passaggio al gruppo misto di un altro fedelissimo: Franco Rizzo.

Non c’è più solo la corsa a Sindaco del Dottore Nastasi, già Presidente del Consiglio e oggi vera opposizione dell’amministrazione, le scosse di assestamento si avvertono dentro e fuori le componenti della sinistra. La discesa in campo di Ciccio Italiano – assessore ai lavori pubblici in pectore – nella lista dei bersaniani, ha causato la tensione tra Pd e Formica per tramite di Giacomo D’Arrigo, Presidente del Forum dei Giovani.
Tensioni dentro e fuori la maggioranza: il Sindaco sosterrà alle regionali l’amico fraterno Italiano ma allo stesso tempo un candidato che non è più nell’establishment del suo stesso partito. Una diaspora quella che ha colpito il Pd milazzese orfano di leadership. E se neanche due anni e mezzo fa, l’ex Sindaco Carmelo Pino faceva a gara per intestarsi le tessere del partito renziano, oggi tuona sulla piazza dallo scranno del centrodestra.
La politica milazzese è stata quindi stravolta, tanto da far sembrare poca cosa l’ingresso in maggioranza dei centristi di D’Alia in quota Ardizzone. Gli altri candidati milazzesi hanno comunque una buona dose di chance: Pino Galluzzo per Diventerà Bellissima insieme a Simone Magistri, già consigliere d’opposizione e molto attivo nella campagna sul diritto alla salute del comprensorio, c’è poi Santino Catalano nella lista degli Autonomisti e infine Ciccio Italiano, appunto. I risultati del 5 novembre avranno sicuramente altre conseguenze forse ben più pesanti sugli assetti della maggioranza e dell’intero consiglio comunale.
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