8.000 polpette. Un’impresa che, a parte una nonna che prepara il pranzo della domenica , solo i ristoratori che hanno preso parte al festival agroalimentare più atteso dell’estate hanno potuto affrontare.
È iniziato così, a Torrenova, l’attesissimo weekend di “Amunì”: con il lungomare che, già dalle 18, ha cominciato a riempirsi di famiglie, curiosi, cittadini e visitatori arrivati per vivere una serata all’insegna del gusto, della musica e dello stare insieme.
Davanti ad un termometro non fa sconti, il pubblico risponde con la caparbietà presentandosi in maniera copiosa già dalle prime ore dell’evento.
E ricordiamo ai tanti che, nemmeno la cappa del Sahara può fermare la forza di un siciliano capace di cucinare e friggere anche in condizioni estreme. Si suda, si lavora, si assaggia. E alla fine, come tradizione comanda ,“Panza china e cori cuntentu.”
Ma “Amunì” non è soltanto una festa del cibo. È un viaggio attraverso storie, persone e identità.
Gli stand dei produttori locali hanno iniziato a raccontare la terra attraverso i loro prodotti: dai sali aromatizzati con i sapori dell’Etna alle birre palermitane capaci di far dialogare l’identità siciliana con il resto del mondo.
E così tradizioni e contaminazioni si sono incontrate, dimostrando che si può guardare lontano senza dimenticare da dove si viene.
Ed è forse proprio questo il senso più autentico della manifestazione: l’amore per la propria terra e la voglia di dare un contributo, senza essere costretti ad andare via.
La parola d’ordine della serata: divertimento.
Quello di chi è arrivato in piazza per mangiare, bere, stare in compagnia e regalarsi una serata di festa. Ma anche quello di chi, dietro le quinte, ha lavorato perché tutto fosse possibile.
Nella serata il caldo, finalmente, ha lasciato spazio a un po’ di sollievo. Ma mentre la temperatura scendeva, un’altra cresceva sempre di più: quella dell’attesa.
E così, in compagnia di Radio DOC, momento dopo momento, la piazza centrale del paese ha iniziato a prendere vita.
Qui già dalle 20, sono comparsi i primi spettatori. Sedioline pronte, panini in mano e occhi puntati verso quel palco che di lì a poco avrebbe acceso la serata.
Il pubblico aveva preso posizione. Tutto era apparecchiato per il primo, grande appuntamento musicale del festival.
E il nome, questa volta, era uno solo: Sal Da Vinci.
Poi, finalmente, le luci si sono accese. La musica è partita. E mentre Sal cantava a Torrenova che “Il tuo più grande giorno ti regalerò” il paese rispondeva con un’unica grande voce che “ da qui sarà per sempre sì”.
