Inquirenti al lavoro a ritmo serrato per cercare di delineare i contorni del giallo dell’assassinio di Ancuta Georgeta Pop, la donna romena di 43 anni, uccisa nel casolare in cui viveva nelle campagne tra Belpasso e Paternò.
INSTANCABILE LAVORATRICE
La donna, infaticabile lavoratrice secondo quanto si apprende, è stata ritrovata morta in una pozza di sangue nel pomeriggio di giovedì, uccisa a colpi di fucile con cartucce caricate e pallini. Viveva in quella campagna Georgeta, tra gli agrumeti e le aziende agricole. Separata, lavorava come operaia tutto il giorno, accudendo gli animali. In Italia era giunta con il marito, dal quale si era separata una decina di anni fa. L’uomo è tornato in Romania e vive con la loro figlia. Lei resta a vivere in quel luogo isolato, senza alcun timore e dal quale si allontanava solo per fare la spesa.
LA MACABRA SCOPERTA
A trovare il corpo privo di vita della donna sono stati i colleghi. Avevano provato a chiamarla al telefono, senza ricevere risposta. Così, conoscendo la sua puntualità, si preoccupano. Anche perché – spiegheranno agli inquirenti – richiamava sempre quando non riusciva a rispondere. Georgeta era a terra, in mezzo al sangue. Inutile l’arrivo dei soccorsi che hanno potuto soltanto constatare il decesso.
IPOTESI E INDAGINI COMPLESSE
I Carabinieri della Compagnia di Paternò indagano a 360 gradi, senza escludere alcuna ipotesi. Poco percorribile sembra la pista familiare, visto appunto che il marito della donna vive ormai da tempo in Romania con la figlia. Anche l’ipotesi rapina sembra poter essere esclusa, dal momento che, a quanto pare, in casa non mancherebbe nulla. I Carabinieri ieri sono tornati nel casolare in cerca di indizi. Si cerca conforto anche dalle immagini di videosorveglianza. Sentiti gli amici di Georgeta, proprietari terrieri della zona e operai.












