Si è spento a 95 anni il “bandito dell’Isola”, Ezio Barbieri

Barcellona – Fu conosciuto nel dopoguerra come “il bandito dell’Isola”. Ieri, a 95 anni, si è spento nella Città del Longano, dove aveva deciso di trascorrere il resto della sua vita.

Ezio Barbieri, protagonista assoluto delle cronache milanesi, fu condannato a 25 anni di carcere per furti e rapine e scontò una parte della pena proprio a Barcellona Pozzo di Gotto, in Opg. Qui conobbe una donna di Piacenza attraverso una corrispondenza e i due si sposarono nel 1968, tre anni prima che l’uomo tornasse libero. Le sue azioni e le sue spettacolari evasioni sono ancora ricordate con la banda che aveva il suo quartier generale nel quartiere milanese Isola, dal quale è scaturito il soprannome di Barbieri. Fu un bandito gentiluomo che espropriò persino le derrate sulle quali gli industriali speculavano, distribuendole al popolo. La banda era conosciuta come quella dell'”Aprilia nera”, dall’auto Lancia utilizzata durante i colpi con una targa falsa, ovvero MI 777 (era il numero di telefono della Squadra Mobile). Barbieri non si copriva mai il volto durante i colpi e il popolo era rispettoso con lui. Sfuggi sette volte alla Polizia e organizzò anche la più grande rivolta carceraria del dopoguerra nel 1946 che fu definita la Pasqua Rossa e ispirò un romanzo di Alberto Bevilacqua. Prese possesso di San Vittore per quattro giorni. I suoi continui tentativi di evasione, o portarono a girovagare le carceri italiane fino ad arrivare a Barcellona Pozzo di Gotto, dove successivamente esercitò come commerciante di vini e dopo ancora come titolare di un negozio di abbigliamento, vivendo in una villa in collina. Pubblicò un’autobiografia insieme al criminologo Nicola Erba.

 

 

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