Tra polemiche e proteste il Consiglio discute sull’inceneritore – Le foto

San Filippo del Mela – Toni accesi, molto; un clima a dir poco pungente quello che ieri pomeriggio si è respirato nell’aula Consiliare di San Filippo del Mela dove, dopo un’agguerrita battaglia sui social, il Civico Consesso si è finalmente riunito per dibattere sulla questione inceneritore. E mentre dentro il Consiglio discuteva, fuori le Associazioni Ambientaliste hanno organizzato una protesta.

Le polemiche si son riaccese dopo la Conferenza dei Servizi, quando il Commissario Straordinario Alfredo Biancuzzo ha espresso parere favorevole per l’inceneritore che dovrebbe costruire A2A. Un parere che, a dire dei più, va in netto disaccordo con la delibera di consiglio comunale contro ogni tipo di incenerimento che, in sedute precedenti, era stata votata all’unanimità. Ma non solo: c’era stato anche un famoso referendum, una votazione popolare quindi, con la quale il 96% dei votanti aveva sepolto con un secco no l’inceneritore di San Filippo.

Adesso, si torna quindi al punto di partenza e il Civico Consesso di trova davanti un parere favorevole. A prendere per primo la parola, in un’aula Consiliare stracolma di pubblico, tra cittadini e associazioni ambientaliste, è stato il Presidente del Consiglio Comunale Gavino Paulesu che ha fortemente criticato l’operato del capogruppo di maggioranza Italiano che, a suo dire, nel mese e mezzo di “sede vacante”, mai avrebbe proposto la convocazione di un Consiglio Comunale o comunque di una riunione tra consiglieri, per di più non partecipando ai vari incontri, anche col Commissario, proposti dallo stesso Paulesu.  Il Presidente poi, con tanto di diapositive alla mano, ha cercato di chiarire che il documento presentato dall’ormai ex Sindaco Aliprandi per A2A è pressoché uguale a quello che il  Commissario ha presentato alla Conferenza dei Servizi.

Forte la critica del capogruppo di Liberamente per il bene comune, Felice Bartolone, che quantomeno si aspettava che anche le minoranze fossero coinvolte. Rivolgendosi al Commissario poi ha sostenuto che se lui avesse ascoltato tutti, la conclusione sarebbe stata diversa. L’AIA infatti ormai è conclusa e il parere del Comune di San Filippo è favorevole. Italiano, dal canto suo, non le ha mandate di certo a dire al Presidente Paulesu, arrivando a chiedere persino le sue dimissioni. Parte da lontano il capogruppo di maggioranza, e nel suo excursus spiega che il referendum è stato importante in quanto ha permesso ai cittadini di scegliere e quindi adesso non può fare a meno di chiedersi come mai nonostante il netto no, si apprende dal verbale della Conferenza dei Servizi il parere favorevole?

Certo, è vero anche che la procedura non prevede che il Comune vada a Roma e dica che non vuole l’inceneritore, perchè non lo può fare. Però di certo si poteva rivedere il Pic.  Ed in effetti l’esperto del Comune di San Filippo, il dott. Cottone, ha ribadito che non poteva dire che l’inceneritore non va fatto, perché non era questa la domanda che gli era stata rivolta.  Un’analisi puntuale la sua, che ha spiegato ai cittadini tutti i rischi e le procedure in iter.

Molto gradito dal pubblico l’intervento pacificatore del Consigliere Amico che, auspicando di trovare una soluzione comune e condivisa da tutti, ha cercato di riportare l’unione e quindi l’attenzione su un tema delicato quale l’inceneritore,  in un’aula abbastanza divisa da beghe politiche.

In tutto questo il Commissario Biancuzzo ha difeso la sua posizione asserendo che in pochi giorni non poteva avere una visione esatta della situazione e non poteva di certo incontrare e dialogare con tutti.

Da quanto emerso dal Consiglio pare che il Comune possa ritirare il proprio parere posto che c’è un vizio di procedibilità che metterebbe in discussione tutta la procedura. È stato questo passaggio a dare l’input a creare un documento condiviso, non solo dal Consiglio tutto, ma anche e soprattutto dalle Associazioni Ambientaliste che, nella battaglia contro l’inceneritore, ci hanno sempre messo la faccia. Caso contrario, ovvero se non si riuscisse a trovare una soluzione condivisa e unanime,  il Consigliere Amico ha invitato il Consiglio a dimettersi.

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