Una poesia dedicata al Maestro Nicola Piovani

Capo d’Orlando – “La musica fa sentire lo stupore della bellezza”: è un’affermazione del Maestro Nicola Piovani al quale il nostro poeta Giovanni Torres La Torre rende omaggio con altra musica, la poesia che “arriva dove la musica non può arrivare”.

D’altro canto, però, […] “la musica è un viatico per frequentare meglio quella categoria che più delle altre ci tiene bene in vita: lo stupore della bellezza”, con la quale il poeta tesse le sue ragnatele nella frequentazione dell’usuale paesaggio della bellezza e, questa volta, come in un delirio che si dipana nel territorio del Monastero di Fragalà.

Quest’omaggio lo stesso poeta lo definisce “profondamente bello” per il maestro Piovani che sarà nel prossimo agosto a Capo d’Orlando per un concerto al Porto.

 

NEL CIELO SOLENNE DEL MONASTERO DI FRAGALA’

di Giovanni Torres La Torre

 

a Nicola Piovani

 

 

I

Non trovavi chi eri andato a cercare,

d’altro canto potevi anche ingannarti

non conoscendo ombra di ritratto,

né turbamento di musica

né stupore che regge bellezza di sua scrittura.

Poteva anche essere foglia curativa

per lenire un dolore

o fiore a basso stelo che ascolta un suono

in luogo di meditazione.

Potevano essere il solenne silenzio del portale

e i cocci delle argille cotte incastonati nei muri,

quasi un ricamo, o il castagno del portone

segnato dalle tarme, accarezzato dal viandante

quando accostava l’udito alle ferite del legno

in attesa di un suono di organo a canne.

 

II

Sonagli di pascoli dimenticati

avevano i loro colori musicali,

ma solo mani di bambini potevano accostarsi

per farne mazzetti violacei

o bianchi, o dorati con vaghi smalti di giallo di luna,

o verde tenerello di cespugli di avena

nella forma delle spighe del grano,

quando appare nel sacro di paramenti,

e che i fraticelli usavano

per condimento di beveraggi di miele

curativi del catarro.

 

III

Fiati di preghiere erano lievi

nella carezza che inteneriva l’ansia nascosta del giorno;

note minori di voci in espiazione

nel disegno di spalla delle montagne

ascoltavano gli uccelli giocare tra pomi di rossetto

del biancospino vestito a festa,

attenti anch’essi a rispettare un pentagramma segreto,

il profilo del paesaggio disegnato dai alberi frangivento,

il lamento percepito della campana di Demenna

nell’ora che tutte le cose visibili e invisibili

devono essere al loro posto, sospeso il fiato sul leggio

come uccello al primo volo nel tentare il precipizio.

 

IV

Non era facile capire di chi fosse

l’invito al silenzio: Nicola Piovani, forse,

ma dal sottobosco vicino, di paretarie,

di origani e ortiche e prugnoli e mobili tappeti di felci,

fuggivano note minori che cercavano soccorso,

note di molti alfabeti giunti da lontano

che faticavano la loro connessione al coro

e l’invito al confronto con la bellezza delle cose,

con pause e silenzi.

Ma quando, da sentiero che sale dal fiume

con bordi in racemi di stelle bluastre,

un fiorire di borragini indicherà un’altra strada,

solo allora una sospensione di percorso per riprendere fiato

e una sosta oltre la quale la vista si perderà nella lontananza,

diranno chi cercavi.

 

V

Rondini appaiono nel cielo solenne

del Monastero di Fragalà,

pare cerchino di indicare una strada

volgendo il volo dalla lode sospesa nella cantoria

ad altro luogo di espiazione.

Che da là fosse passato il maestro Nicola Piovani

non è dato sapere, ma la magia della sua bacchetta

che conduce ancora domande e risposte

e il danzare delle mani sulla tastiera,

conoscono le armonie del paesaggio della bellezza

che reggono quei luoghi,

le fisionomie di angeli in maestose elevazioni

di veli bianchi con bordi d’oro.

 

VI

Al giorno che si affatica a piantare la vita,

allo zappatore intendo allo scasso della terra,

prima che appaia la luna resta il tempo

per bagnarsi la fronte all’acqua del mascherone superstite,

alla fontana del bosco della memoria

nell’attimo che l’ultima farfalla

gioca valicando spensierata la siepe dell’infinito

e le ultime note del pentagramma.

 

 

Capo d’Orlando, 5 luglio 2017

 

 

www.giovannitorreslatorre.it

giovannitorreslatorre@gmail.com

 

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