La Sicilia che brucia, arrivano i rinforzi. A Lipari vasto incendio

Lipari – Quattro regioni inviano autobotti e vigili del fuoco per fronteggiare l’emergenza a Messina e a Trapani. Indagini su eventuali inadempienze nella prevenzione. A Castellammare le fiamme minacciano la casa del presidente Mattarella. A Lipari le fiamme hanno ricominciato a divampare.

Un canadair è già sul cielo di Lipari nel tentativo di bloccare l’avanzare delle fiamme che da questa mattina stanno devastando le colline dell’isola.

Arrivano i rinforzi da resto d’Italia per fronteggiare l’emergenza incendi della Sicilia, finita all’attenzione della Procura di Palermo “per eventuali inadempienze della Regione”. Nella tarda serata di ieri sono arrivati 36 uomini con 18 mezzi tra autobotti e automezzi antincendio boschivo dal Veneto, dalla Lombardia, dal Piemonte e dall’Emilia Romagna. Due squadre hanno proseguito in direzione Trapani mentre il resto si è trattenuta a Messina.

Gli incendi scoppiati in questi giorni nel palermitano, come detto, sono finiti in Procura. I magistrati della Procura di Palermo hanno aperto un’inchiesta per verificare, come si apprende, “eventuali inadempienze della Regione siciliana nel sistema della prevenzione”.

Come riferiscono dalla sala operativa della Corpo della Forestale, un canadair e un elicottero “AB 212” della Marina militare sono in azione a Castellammare del Golfo in provicnia di Trapani; le fiamme si sono estese fino a raggiungere una zona dove si trovano numerose abitazioni, tra le quali quella della famiglia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, originaria di quel Comune. E’ proseguito nella notte il rogo che ieri ha colpito Adrano (Catania) dove è al lavoro un altro canadair.

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